L’informazione materia prima dell’architettura
Rifelssioni e appunti sul Corso Caad 09 del Prof Antonino Saggio
L’Informazione è l’applicazione di una convenzione ad un dato.Un puntino disegnato su di un foglio bianco puo essere uno zero,una O, un segmento tanto piccolo da non vederne gli estremi (entreremmo in merito alla sua misurazione) : può essere qualsiasi cosa a seconda della convenzione che applico a quel dato.
Toffler nella sua “terza ondata” esemplifica la storia dell’umanità in tre
rivoluzioni: la prima è quella Agricola,la seconda è quella industriale ed elettrica, la terza è quella elettronica. (senza entrare in tutte le implicazioni del caso e senza che Toffler fosse un architetto).
La società è dunque strutturata è fondata sull’ informazione, perchè?
La storia dell’automobile esemplifica quest’aspetto.La nascità del modello Ford T rappresentò l’apice della standardizzazione nell’industria dell’automobile americana.”Non importa che macchina sia basta che sia nera”(H.Ford) esprime bene quanto fosse di disinteresse la scelta e la personalizzazione dell’utente di fronte al paradigma del funzionamento e della qualità intrinseca della vettura.Oggi si da per scontato che un’automobile funzioni ed abbia un alto standard prestazionale mentre la scelta che operiamo è di tutt’altro genere.L’esempio tipico è della Smart e delle vetture personalizzabili(perfino online) nelle quali scegliamo colore ,gadget,tettino, e adesivi affinchè non vi siano due automobili identiche.E’ cambiato il paradigma di produzione e di consumo.
Un qualsiasi frutto al mercato è oggi 80 % di informazione e soltanto il restante si divide in bene fisico (coltivazione ed estrazione dal terreno)e in trasporto del bene.La tessera che utilizziamo al supermercato è un indicatore statistico che campiona la fascia di età che consuma determinate mele e che non ne consuma altre.
Un dato informativo che venduto sul mercato determina la maggiore o minore produzione di mele gialle piuttosto che verdi e che campiona e trasforma in database informatico l’acquisto di una semplice mela.Questo processo è + importante e predominante della stessa coltivazione delle mele che senza sapere a chi essere vendute e in quali quantità risulta essere un investimento controproducente sul nascere.
Pensiamo invece all’inversione rappresentata dalla precedente epoca agricola nella quale il 90% era bene di consumo e solo il restante era informazione (pensiamo all’avvento piuttosto recente degli ingredienti e delle etichette di provenienza e trasporto che prima non erano richiesti e solo in ultima battuta al contenuto pubblicitario di packaging della confezione)
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la comunicazione marsupiale
- esisto in quanto rappresento
- esisto in quanto funziono
- esisto in quanto informo
Rappresentare è stata un esigenza dell’architettura passata,storica,del monumentalismo.
Funzionare è un paradigma appartenuto all’epoca industriale,emblema meccanicistico.
Informare è quel che fanno le architetture di oggi.
Il problema del formarsi di una coscienza estetica
riguarda l’architettura della modernità nella maniera in cui Zevi interpretava questo concetto:
LA MODERNITA’ è quello che fa della crisi un valore suscitando un‘estetica di rottura (Zevi* si rifaceva ad una frase di Baudrillard che a sua volta interpretava una serie di concetti esistenti). L’estetica così interpretata è + simile al concetto di “corto circuito” (tratto dall’introduzione alla rivoluzione informatica del prof.Antonino Saggio) nella quale un salto in avanti è richiesto per comprendere e attivare meccanismi sensoriali rimasti celati e rivelati soltanto dall’arte.La stessa definizione di estetica portata avanti nel testo si rifà al ruolo dell’artista come colui che da delle risposte a domande ancora non formulate (ponendo in essere l’intrinseco meccanismo del rivelare la domanda senza nessuna formulazione di partenza).
Il momento della narrazione nell’architettura “moderna”
Un tipo di comunicazione di questo genere può definirsi marsupiale.
Si tratta dell’architettura che fa parte del paradigma informatico e che si interroga anticipando le risposte prima ancora che lo stesso quesito sia formulato.E’ dentro e fuori dal concetto di informazione.Ne fa parte ma si interroga come se ne fosse al di fuori con una sua autonomia.
Oggi si da assolutamente per scontato che un‘architettura funzioni,quello che è il plusvalore è proprio la narrazione,la capacità di raccontare una storia,una sua poetica,di trasferire e generare sensazioni (quale il dramma lo stupore,lo sgomento e la provocazione quale arma se vogliamo) dunque non una comunicazione di carattere oggettivo ma una
“nuova soggettività” che si avvale dell’uso della metafora e del simbolo come suo “catalizzatore”.
* Zevi, oltre ad alcuni passi di Banham, riportava uno scritto di Umberto Boccioni, duro e senza mezzi termini: “I giovani della nostra generazione, guardando lo sviluppo dell’arte italiana nel secolo decimonono, debbono arrossire di vergogna e piangere di disperazione. E’quasi incolmabile l’abisso d’ignoranza, di vigliacca apatia che separa l’Italia, chiamata con ironia archeologica il paese dell’arte, dalla sensibilità estetica degli altri paesi civili. Chi oggi considera l’Italia come il “paese dell’arte” è un necrofilo che considera un cimitero come una deliziosa alcova [...] In Italia non manca il denaro, non manca la forza: mancano i cervelli moderni”.
continua su anthitesi…
Il simbolismo di Utzon: sidney house,terminata nel 1973, dettaglio delle vele.
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la lunga crisi dell’ottocento…
Boullee e Ledoux sono architetti visionari che reinterpretano forme classiche con una nuova concezione tutt’altro che votata al decorativismo.Forme pure innestate in maniera provocatoria e con una teoria della percezione delle forme che è una guida vera e propria nella progettazione.”l’architettura deve produrre emozioni” (cit.Ledoux) Tra queste lo stupore e la meraviglia del salto di scala, e l’attenzione al colore ed ai solidi platonici.
la figura dell’ingegnere…
Esuli dal loro contesto storico le sperimentazioni di questi due architetti francesi rimarranno su carta per il crescente sviluppo e legittimazione della figura dell’ingegnere.Formatosi presso le scuole politecniche,è in grado di maneggiare e scientificamente di dimensionare il nuovo materiale delle costruzioni: il ferro.
Lo sviluppo dell’industria “pesante” e dell’architettura del ferro richiedono la sua competenza. Emblematica è la nascita della scuola di Chicago e del grattacielo come fatto ingegneristico nei quali la struttura puntiforme e l’elevatore meccanico(l’ascensore) sono materia di studio prontamente applicata per la ricostruzione della moderna Chicago rasa al suolo dall’incendio del 1871.


La città di Chicago rasa al suolo dall’incendio del 1871.L’episodio renderà urgente la ricostruzione, con una nuova tipologia: il grattacielo

Se la cultura ingegneristica si faceva avanti con forza sia nell’accademia che nella pratica costruttiva,padroneggiando l’uso del ferro e delle nuove leghe,il corso dell’ottocento è pieno di ripensamenti e di storie parallele che conducono verso la modernità.
L’art nouveau …
Alla fine del secolo l’art nouveau è un esempio di un rinnovato interesse verso la pratica della decorazione floreale in connubio con l’ormai consolidata architettura del ferro. La stazione ferroviaria è poi un esempio paradigmatico dell’uso delle nuove concezioni strutturali rispondendo al bisogno di nuove stazioni per la crescita dei tracciati ferroviari( fonte di commercio e di spostamento delle persone e dunque di un’apertura culturale europea).Paradigmatico è invece la costruzione della stazione di Milano in forme ridondanti e neoclassiche in piena epoca di fermento e oramai di avanguardia (seconda costruzione dal 1926 in avanti
1865 la stazione di Milano nella riproduzione del “giornale dell’ingegnere e dell’architetto”
ampliamento dal 1926 in poi…
Art and Craft
William Morris si fa carico della cultura agli antipodi rispetto all’industrializzazione di massa,e si fa portavoce dell’artigianato come operazione di recupero di un sapere e di una conoscenza che lo standard e l’industria non può contemplare.Morris e le teorie di Ruskin sono molto seguite e diffuse in tutt’europa. Design,arti applicate e architettura sono capitalizzate nell’esperienza della casa rossa e le Arts and Crafts sono un esperienza di resistenza di fine ottocento che ha molto da condividere con le esperienze artistiche d’avanguardia ed in primo luogo con il Decadentismo.
L’arte ed il rifiuto del modello industriale
Il decadentismo in tutte le sue espressioni rifiuta e rifugge la vita come espressione meccanicistica dell’era industriale.Poeti e narratori si rifuggiano in se stessi e trovano la forza di entrare in risonanza con gli edifici e le architetture dell’industrializzazione.Criticano e vivono con sofferenza l’avvento della catena di montaggio,e contribuiscono alla creazione di un dissenso principalmente espresso in chiave estetica. Questo humus è raccolto è diffuso dall’arte che in primo piano è impegnata nella creazione di una nuova concezione estetica ed etica del mondo.Dall’impressionismo (che frammenta la rappresentazione del reale in pennellate e tecniche che danno l’impressione di un qualcosa di reale e al contempo di lontano e nebuloso) fino a giungere alla rottura ed alla frantumazione ultima del cubismo che dissacra gli ultimi residui di una “classicità” del modello pittorico sopravvissuto negli altri “ismi” e qui completamente bandito.Il brutto , lo sgraziato, il mostruoso entrano a far parte della composizione pittorica e reinventano senza inibizione la figura umana e la concezione di paesaggio.Insegnamenti cosi anticipatori da essere compresi nel campo dell’architettura soltanto sul finire degli anni 70 ed in tutta l’esperienza decostruttivista (anni 80 –90) che fa del frammento e del paesaggio anticlassico un credo sostanziale.
Picasso: Les Demoiselles d'Avignon L’abolizione di qualsiasi simmetria e di qualsiasi regola prospettica rappresenta la presa di coscienza di uno spazio mentale + che reale.La fisicità delle “donne” è affidata all’uso delle maschere africane,da notare lo sfalsamento degli occhi per sottolineare la coesistenza di + punti di vista e quindi di uno spazio irreale e frazionario.

Picasso: ritratto di vollard / il punto di vista dell’osservatore non è unico bensi ruota attorno al soggetto ritratto nel quadro creando questa visione multipla e sfaccettata.(frazionamento del personaggio)
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l’arrivo del catalizzatore

la sede del Bauhaus di Dessau 1925
La nascità del Bauhaus segnò l’avvento di una nuova “estetica oggettiva” dell’architettura,ed in maniera perentoria si distacco sia dalle esperienze d’avanguardia pittoriche ed artistiche che mostrarono insofferenza verso il credo industriale e si distaccò con altrettanta forza dall’accettazione della storia (come stanca continuazione dello stile,della decorazione) per proporre un nuovo modello architettonico basato sull’antisimmetria,sulla struttura discontinua,sul movimento meccanico, e sull’uso della trasparenza come un nuovo “catalizzatore” dell’architettura.
Il rifiuto della Cattedrale…
Nella prima stesura del progetto per il Bauhaus a Gropius fu chiesto di costruire una “cattedrale”ma il rifiuto fu netto e categorico: no alle cattedrali come modello che usa la storia e gli stili per un programma funzionale moderno. Nacque così “un‘estetica di rottura” che formalizzò l’appartenenza all’epoca industriale e al funzionalismo.

la cattedrale mancata del Bauhaus…
L’uso del vetro diviene emblematico per la risoluzione di molti aspetti del credo architettonico del Bauhuas.
Il vetro traspare le funzioni che contiene all’interno dichiarandone l’esistenza all’esterno.Al contempo il vetro lascia entrare luce in gran quantità ed assume quel valore espressivo e lirico ricercato da Bruno Taut.Gli ambienti poi divengono igienici luoghi di lavoro nel quale “è bello produrre”(fabbriche della Fagus) quanto sostare.Un nuovo atteggiamento è quello di rivelare senza menzogne il funzionamento interno e di esibirlo all’esterno quale parte di un processo produttivo all’interno del quale la catena di montaggio,il processo di trasformazione esemplifica il modello di vità e di lavoro della società dell’epoca.


l’uso del vetro come catalizzatore,crea una nuova estetica della trasparenza.
Oggi il catalizzatore della nostra società è senza dubbio l’interattività.
L’uso della rete(e non più della catena di montaggio) è sinonimo di processualità interconnesse nelle attività dell’uomo ed è in grado di creare una rete di risposte mutevoli e dinamiche quanto un database informatico condivise da una comunità che è globale.

costumi nel teatro sperimentale del Bauhaus.Una lunga sperimentazione volta alla meccanicizzazione della scena per il movimento delle scenografie e per creare allestimenti spettacolari come rotazioni e spostamenti delle quinte o assemblaggi differenziati del palcoscenico,crea modelli d’uso differenziati sia per gli attori che per il pubblico.

L’interattività tecnologica consente di mutare istantaneamente costumi e personaggi,così come di cambiare scenografie e ambientazioni senza l’ausilio di nessun “ingranaggio meccanico” escludendo poi una serie di strutture di supporto come camerini,retroscena,tempi di cambio delle scenografie ed altro…
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F I N E P R I M O C I C L O D I L E Z I O N I
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