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01 settembre 2009

Oltre il senso del luogo

Rispondo in maniera duplice (essendo coautore del gluemarket con lorena) e con un pò di difficoltà alle 2 domande di Salvatore D'Agostino su wilfing :

Qual è l’architetto noto che apprezzi e perché?

Qual è l’architetto non noto che apprezzi e perché?

Non credo che risponderemo pienamente ad entrambe le domande.Non amiamo e non esprimiamo preferenze in particolare per architetti presi singolarmente e questo per ovvie ragioni ma la cosa che + ci affascina è l'integrità e la coerenza nel linguaggio architettonico. Quindi inseguendo questo ideale modello ci hanno sempre interessato particolari momenti della vita progettuale di architetti noti che sono riusciti a concentrare in un determinato periodo (purtroppo limitato) un operato straordinario. La ricerca di un linguaggio è di primaria importanza ,tanto quanto avere cose importanti da dire.

Non fraintendeteci sul termine “linguaggio” perchè non ha nulla a che vedere con stile o formalismo o altro ancora ma si tratta delle regole basilari attraverso cui associare le varie lettere e parole fino a formare un discorso coerente. Ognuno ha il suo! Ad esempio siamo sempre rimasti affascinati dalla maniera di anagrammare l'architettura di Enric Miralles (per parafrasare alcuni suoi scritti).

marinetti poema 1915

L'anagramma è un ricercato disordine. Le lettere vengono appositamente accostate in modo casuale per creare una parola melodiosa e ingegnosa per dire qualcos'altro. Questo modo di fare si potrebbe anche definire agli antipodi rispetto ad un purista della lingua che vede nella comprensione dei termini il cardine della comunicazione e dunque del linguaggio stesso. Altro modo di interagire è quello di creare un proprio universo “sintattico” una propria cosmologia dei segni come ad es. un Peter Eisenman ha fatto negli anni della sua formazione. Difficilmente dimentico l'aneddoto che Eisenman racconta rispetto ai suoi anni di insegnamento universitario: “io proponevo ai miei studenti di studiare Palladio ma a nessuno interessava!” .Graphic Surgery EVES www.evesart

Libeskind Berlin city edge

Quel che si può trarre come lezione ad oggi dai disegni del Palladio è proprio quella ricerca di un proprio vocabolario,quel processo di formazione che porta un architetto a rompere ed innovare rispetto agli altri. Tutto ciò non riesco a vederlo negli architetti “emergenti” e meno noti anche in alcuni da voi altri segnalati. Non riesco a vedere un minimo di profondità intellettuale in operazioni progettuali che sembrano ripercorrere la storia architettonica di 30 anni prima, arrivata con ritardo nel nostro paese. Sono deluso nel vedere case che Koolhaas ha concepito 28 anni prima realizzate oggi come cavalli di troia del nostro paesaggio architettonico. Siamo stanchi di vedere che il minimalismo ridotto all'osso tale da diventare così spoglio da non poter disattendere ne entusiasmare nessuno, sia la regola imperante dell'interior design dei posti che frequentiamo quotidianamente.Quindi non posso che guardare con nostalgia al panorama architettonico ormai tramontato di quei personaggi che io e lorena continuamo ancora con entusiasmo a vedere e rivedere ritrovando in loro il seme della modernità (intesa alla maniera di Zevi). 

Non si può dimenticare e non confrontare con il presente, la statura architettonica di un giovane Daniel Libeskind che nel “Dossier Como” e nella “line of fire” ha creato tassello su tassello un proprio vocabolario a partire da elementi semplici come la linea, fino a raggiungere l'estrema complessità di un aggregazione anagrammatica di segni nei suoi Rebus (micromegas)e nel renderli materia viva e vibrante.Oggi il progettista Polacco è in deficit di ossigeno e mi vergognerei di aver completamente abbandonato i miei esordi e di rifuggire nel brand e nel sensazionale piuttosto che nell'intimo personale della ricerca architettonica dei primi anni dove riusciva con estrema facilità a spaziare dalla musica alla filosofia creando opere straordinarie. Libeskind drawing

Ma gli interlocutori cambiano ed oggi a nessuno + interessa la profondità culturale-processuale e generativa dell'architettura.Nessuno capirebbe,a nessuno importerebbe. Non voglio addentrarmi in una discussione sulle brand architecture di oggi,e sulle dinamiche che portano l'architettura (essendo un potente media) ad esprimersi con meccanismi che sono tipici della vacuità contemporanea (in altro modo non so definirla) ma la perdita di carattere e di vigore progettuale è anche proporzionato alla perdita di una ricerca nel linguaggio proprio di molti di questi signori che avevano illuminato il firmamento dello star sistem in alcuni fecondi periodi della loro vità.Se l'architettura è da sempre un fedele specchio della nostra società,questo è quel che ci meritiamo.Ed in italia è ancora + infido e sciagurato il paesaggio mentale che si riflette in questo specchio dell'anima.

Tra i meno noti,invece, non posso non guardare alle ricerche condotte da Aadrl e da un manipolo di ragazzi sparsi per il mondo,che si ingegnano e si confrontano con la generosità dei software per creare forme strabilianti ma apparentemente ancora prive di un discorso strutturato.Questo per via delle enormi difficoltà legate alla complessità di queste esperienze progettuali e per la parziale assenza di un vero processo edilizio che sia in grado di ragionare in termini così d'avanguardia (ma c'è ben da sperare/ ovviamente non in italia).Si tratta di semi messi a germogliare per un prossimo futuro in attesa di essere colti.

E' un periodo di transizione e dunque difficile dire dove stiamo andando con il nostro personal sotto spalla ma l'importante come sempre è mettersi in gioco.

29 agosto 2009

I DI T /isola di Torvaianica

I di t, acronimo di isola di Torvaianica, è un progetto-tema di studio affrontato all’interno del corso di laboratorio di sintesi finale e si interroga sulla mancanza degli spazi a mare lungo il litorale di Torvaianica dando una risposta precisa: crearne di altri su di un'isola artificiale.

ideogrammi formali (da destra verso sinistra) fino alla definizione finale

Le geometrie del progetto hanno come finalità ultima quella dello stretto rapporto con il mare,visibile da ogni punto all'interno dell'isola.

vista interna del corpo longitudinale che termina nel ristorante panoramico situato nella punta finale di Idit. 

L'idea della visuale multiversa conferisce al progetto la proprietà di

smaterializzarsi e di frazionarsi in elementi stretti e longilinei che si aggettano sul mare e mutano nella sezione per arrivare a soddisfare il programma funzionale dell'isola.

Il pontile d'arrivo si trasforma prontamente in centro benessere,e muta in altimetria e sezione per innestare il corpo superiore aggettante  e poi di nuovo ribassato sul piano dell'orizzonte per entrare in contatto con il mare.

sopra: impaginato per il corso di sintesi finale/ lorena

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sopra: plastico di studio per il corso di sintesi finale/ cristianL'isola ha come finalità quella di creare un segno forte lungo il litorale di Torvaianica in grado di rivitalizzare le aspettative del luogo anche durante i periodi non stagionali. Le geometrie del progetto mostrano sin dai primi schizzi una volontà di procedere in senso dinamico nel rappresentare una sintesi di volumi in movimento,mutuando così il vivo e incessante moto del mare (con il quale confrontarsi) in cardine inconsapevole della composizione.Un “divenire dinamico” che esplode nei piani superiori del progetto dove la torsione e la piegatura dei volumi lascia traccie inedite nella spazialità interna.

La geometria dei livelli superiori è complessa e disarticolata per competere ed entrare in risonanza con la linearità dell'orizzonte,il solo riferimento di cui poter tener conto nel mare aperto.

sopra: plastico di studio / l’esposizione solare dell’isola e i dispositivi contro il soleggiamento hanno rappresentato una notevole problematica durante le fasi di progettazione.

La skyline è dunque un punto di forza del progetto assieme al sistema degli

 spazi aperti,sempre percorribili anche da chi non fruisce delle attività salutari del centro benessere o da chi non partecipa agli eventi mediali e agli spettacoli del music Dome. Passeggiare e prendere il sole,

attraccare con le imbarcazioni e percorrere spazi anche al di sotto del pelo dell'acqua, caratterizzano l'impianto di Idit.  

sopra:dettaglio in scala 1:50 della parte aggettante del music Dome

sopra: rotation study/ ideogramma preliminare di progetto

Per vedere progetti completi vai su  crilo in progress<<

28 agosto 2009

tecnicolor /casa Riccardi

La scelta di un buon pattern cromatico risulta essere una scelta non di poco conto per cambiare la percezione quotidiana e ormai consolidata della spazialità interna del proprio spazio domestico.

Scelta insidiosa ma entusiasmante che abbiamo affrontato assieme a Ciro e Nella all’interno di casa Riccardi.

I toni del viola predominano nella tinta neutra con il quale abbiamo tinteggiato soffitto e la totalità delle pareti ad eccezione del viola lucido che si presenta in perfetto equilibrio cromatico con il rosso della zona cottura.

La scelta di un disegno impresso in negativo nel colore,realizzato in opera con l’ausilio di nastro adesivo e pochissimo tempo a disposizione,ha presentato non pochi problemi ma alla fine si è rivelato un elemento inedito nell’armonia cromatica dell’ambiente.

Non capita spesso di avere dei committenti tuttofare che hanno piena fiducia nelle scelte dei progettisti.Casa Riccardi è stata un'ottima esperienza di lavoro ed un'ottima realizzazione fatta con cura ed in brevissimo tempo.

12 giugno 2009

Primo ciclo di lezioni

L’informazione materia prima dell’architettura

Rifelssioni e appunti sul Corso Caad 09 del Prof Antonino Saggio

L’Informazione è l’applicazione di una convenzione ad un dato.Un puntino disegnato su di un foglio bianco puo essere uno zero,una O, un segmento tanto piccolo da non vederne gli estremi (entreremmo in merito alla sua misurazione) : può essere qualsiasi cosa a seconda della convenzione che applico a quel dato.

Toffler nella sua “terza ondata” esemplifica la storia dell’umanità in tre

rivoluzioni: la prima è quella Agricola,la seconda è quella industriale ed elettrica, la terza è quella elettronica. (senza entrare in tutte le implicazioni del caso e senza che Toffler fosse un architetto).

La società è dunque strutturata è fondata sull’ informazione, perchè?

La storia dell’automobile esemplifica quest’aspetto.La nascità del modello Ford T rappresentò l’apice della standardizzazione nell’industria dell’automobile americana.”Non importa che macchina sia basta che sia nera”(H.Ford) esprime bene quanto fosse di disinteresse la scelta e la personalizzazione dell’utente di fronte al paradigma del funzionamento e della qualità intrinseca della vettura.Oggi si da per scontato che un’automobile funzioni ed abbia un alto standard prestazionale mentre la scelta che operiamo è di tutt’altro genere.L’esempio tipico è della Smart e delle vetture personalizzabili(perfino online) nelle quali scegliamo colore ,gadget,tettino, e adesivi affinchè non vi siano due automobili identiche.E’ cambiato il paradigma di produzione e di consumo.

FordT

Un qualsiasi frutto al mercato è oggi 80 % di informazione e soltanto il restante si divide in bene fisico (coltivazione ed estrazione dal terreno)e in trasporto del bene.La tessera che utilizziamo al supermercato è un indicatore statistico che campiona la fascia di età che consuma determinate mele e che non ne consuma altre.

Un dato informativo che venduto sul mercato determina la maggiore o minore produzione di mele gialle piuttosto che verdi e che campiona e trasforma in database informatico l’acquisto di una semplice mela.Questo processo è + importante e predominante della stessa coltivazione delle mele che senza sapere a chi essere vendute e in quali quantità risulta essere un investimento controproducente sul nascere.

Pensiamo invece all’inversione rappresentata dalla precedente epoca agricola nella quale il 90% era bene di consumo e solo il restante era informazione (pensiamo all’avvento piuttosto recente degli ingredienti e delle etichette di provenienza e trasporto che prima non erano richiesti e solo in ultima battuta al contenuto pubblicitario di packaging della confezione)

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la comunicazione marsupiale

  • esisto in quanto rappresento
  • esisto in quanto funziono
  • esisto in quanto informo

Rappresentare è stata un esigenza dell’architettura passata,storica,del monumentalismo.

Funzionare è un paradigma appartenuto all’epoca industriale,emblema meccanicistico.

Informare è quel che fanno le architetture di oggi.

Il problema del formarsi di una coscienza estetica

riguarda l’architettura della modernità nella maniera in cui Zevi interpretava questo concetto:

LA MODERNITA’ è quello che fa della crisi un valore suscitando un‘estetica di rottura (Zevi* si rifaceva ad una frase di Baudrillard che a sua volta interpretava una serie di concetti esistenti). L’estetica così interpretata è + simile al concetto di “corto circuito” (tratto dall’introduzione alla rivoluzione informatica del prof.Antonino Saggio) nella quale un salto in avanti è richiesto per comprendere e attivare meccanismi sensoriali rimasti celati e rivelati soltanto dall’arte.La stessa definizione di estetica portata avanti nel testo si rifà al ruolo dell’artista come colui che da delle risposte a domande ancora non formulate (ponendo in essere l’intrinseco meccanismo del rivelare la domanda senza nessuna formulazione di partenza).

Il momento della narrazione nell’architettura “moderna”

Un tipo di comunicazione di questo genere può definirsi marsupiale.

Si tratta dell’architettura che fa parte del paradigma informatico e che si interroga anticipando le risposte prima ancora che lo stesso quesito sia formulato.E’ dentro e fuori dal concetto di informazione.Ne fa parte ma si interroga come se ne fosse al di fuori con una sua autonomia.

Oggi si da assolutamente per scontato che un‘architettura funzioni,quello che è il plusvalore è proprio la narrazione,la capacità di raccontare una storia,una sua poetica,di trasferire e generare sensazioni (quale il dramma lo stupore,lo sgomento e la provocazione quale arma se vogliamo) dunque non una comunicazione di carattere oggettivo ma una

“nuova soggettività” che si avvale dell’uso della metafora e del simbolo come suo “catalizzatore”.

Zevi, oltre ad alcuni passi di Banham, riportava uno scritto di Umberto Boccioni, duro e senza mezzi termini: “I giovani della nostra generazione, guardando lo sviluppo dell’arte italiana nel secolo decimonono, debbono arrossire di vergogna e piangere di disperazione. E’quasi incolmabile l’abisso d’ignoranza, di vigliacca apatia che separa l’Italia, chiamata con ironia archeologica il paese dell’arte, dalla sensibilità estetica degli altri paesi civili. Chi oggi considera l’Italia come il “paese dell’arte” è un necrofilo che considera un cimitero come una deliziosa alcova [...] In Italia non manca il denaro, non manca la forza: mancano i cervelli moderni”. 

continua su anthitesi…

Il simbolismo di Utzon: sidney house,terminata nel 1973, dettaglio delle vele.

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la lunga crisi dell’ottocento…

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Boullee e Ledoux sono architetti visionari che reinterpretano forme classiche con una nuova concezione tutt’altro che votata al decorativismo.Forme pure innestate in maniera provocatoria e con una teoria della percezione delle forme che è una guida vera e propria nella progettazione.”l’architettura deve produrre emozioni” (cit.Ledoux) Tra queste lo stupore e la meraviglia del salto di scala, e l’attenzione al colore ed ai solidi platonici.

la figura dell’ingegnere…

Esuli dal loro contesto storico le sperimentazioni di questi due architetti francesi rimarranno su carta per il crescente sviluppo e legittimazione della figura dell’ingegnere.Formatosi presso le scuole politecniche,è in grado di maneggiare e scientificamente di dimensionare il nuovo materiale delle costruzioni: il ferro.

Lo sviluppo dell’industria “pesante” e dell’architettura del ferro richiedono la sua competenza. Emblematica è la nascita della scuola di Chicago e del grattacielo come fatto ingegneristico nei quali la struttura puntiforme e l’elevatore meccanico(l’ascensore) sono materia di studio prontamente applicata per la ricostruzione della moderna Chicago rasa al suolo dall’incendio del 1871.

La città di Chicago rasa al suolo dall’incendio del 1871.L’episodio renderà urgente la ricostruzione, con una nuova tipologia: il grattacielo

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Se la cultura ingegneristica si faceva avanti con forza sia nell’accademia che nella pratica costruttiva,padroneggiando l’uso del ferro e delle nuove leghe,il corso dell’ottocento è pieno di ripensamenti e di storie parallele che conducono verso la modernità.

L’art nouveau …

Alla fine del secolo l’art nouveau è un esempio di un rinnovato interesse verso la pratica della decorazione floreale in connubio con l’ormai consolidata architettura del ferro. La stazione ferroviaria è poi un esempio paradigmatico dell’uso delle nuove concezioni strutturali rispondendo al bisogno di nuove stazioni per la crescita dei tracciati ferroviari( fonte di commercio e di spostamento delle persone e dunque di un’apertura culturale europea).Paradigmatico è invece la costruzione della stazione di Milano in forme ridondanti e neoclassiche in piena epoca di fermento e oramai di avanguardia (seconda costruzione dal 1926 in avanti

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1865 la stazione di Milano nella riproduzione del “giornale dell’ingegnere e dell’architetto”

ampliamento dal 1926 in poi… 

Art and Craft

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William Morris si fa carico della cultura agli antipodi rispetto all’industrializzazione di massa,e si fa portavoce dell’artigianato come operazione di recupero di un sapere e di una conoscenza che lo standard e l’industria non può contemplare.Morris e le teorie di Ruskin sono molto seguite e diffuse in tutt’europa. Design,arti applicate e architettura sono capitalizzate nell’esperienza della casa rossa e le Arts and Crafts sono un esperienza di resistenza di fine ottocento che ha molto da condividere con le esperienze artistiche d’avanguardia ed in primo luogo con il Decadentismo.

L’arte ed il rifiuto del modello industriale

Il decadentismo in tutte le sue espressioni rifiuta e rifugge la vita come espressione meccanicistica dell’era industriale.Poeti e narratori si rifuggiano in se stessi e trovano la forza di entrare in risonanza con gli edifici e le architetture dell’industrializzazione.Criticano e vivono con sofferenza l’avvento della catena di montaggio,e contribuiscono alla creazione di un dissenso principalmente espresso in chiave estetica. Questo humus è raccolto è diffuso dall’arte che in primo piano è impegnata nella creazione di una nuova concezione estetica ed etica del mondo.Dall’impressionismo (che frammenta la rappresentazione del reale in pennellate e tecniche che danno l’impressione di un qualcosa di reale e al contempo di lontano e nebuloso) fino a giungere alla rottura ed alla frantumazione ultima del cubismo che dissacra gli ultimi residui di una “classicità” del modello pittorico sopravvissuto negli altri “ismi” e qui completamente bandito.Il brutto , lo sgraziato, il mostruoso entrano a far parte della composizione pittorica e reinventano senza inibizione la figura umana e la concezione di paesaggio.Insegnamenti cosi anticipatori da essere compresi nel campo dell’architettura soltanto sul finire degli anni 70 ed in tutta l’esperienza decostruttivista (anni 80 –90) che fa del frammento  e del paesaggio anticlassico un credo sostanziale.

Picasso: Les Demoiselles d'Avignon L’abolizione di qualsiasi simmetria e di qualsiasi regola prospettica rappresenta la presa di coscienza di uno spazio mentale + che reale.La fisicità delle “donne” è affidata all’uso delle maschere africane,da notare lo sfalsamento degli occhi per sottolineare la coesistenza di + punti di vista e quindi di uno spazio irreale e frazionario.

Picasso: ritratto di vollard / il punto di vista dell’osservatore non è unico bensi ruota attorno al soggetto ritratto nel quadro creando questa visione multipla e sfaccettata.(frazionamento del personaggio)

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l’arrivo del catalizzatore

la sede del Bauhaus di Dessau 1925

La nascità del Bauhaus segnò l’avvento di una nuova “estetica oggettiva” dell’architettura,ed in maniera perentoria si distacco sia dalle esperienze d’avanguardia pittoriche ed artistiche che mostrarono insofferenza verso il credo industriale e si distaccò con altrettanta forza dall’accettazione della storia (come stanca continuazione dello stile,della decorazione) per proporre un nuovo modello architettonico basato sull’antisimmetria,sulla struttura discontinua,sul movimento meccanico, e sull’uso della trasparenza come un nuovo “catalizzatore” dell’architettura. 

Il rifiuto della Cattedrale…

Nella prima stesura del progetto per il Bauhaus a Gropius fu chiesto di costruire una “cattedrale”ma il rifiuto fu netto e categorico: no alle cattedrali come modello che usa la storia e gli stili per un programma funzionale moderno. Nacque così “un‘estetica di rottura” che formalizzò l’appartenenza all’epoca industriale e al funzionalismo.

la cattedrale mancata del Bauhaus…

L’uso del vetro diviene emblematico per la risoluzione di molti aspetti del credo architettonico del Bauhuas.

Il vetro traspare le funzioni che contiene all’interno dichiarandone l’esistenza all’esterno.Al contempo il vetro lascia entrare luce in gran quantità ed assume quel valore espressivo e lirico ricercato da Bruno Taut.Gli ambienti poi divengono igienici luoghi di lavoro nel quale “è bello produrre”(fabbriche della Fagus) quanto sostare.Un nuovo atteggiamento è quello di rivelare senza menzogne il funzionamento interno e di esibirlo all’esterno quale parte di un processo produttivo all’interno del quale la catena di montaggio,il processo di trasformazione esemplifica il modello di vità e di lavoro della società dell’epoca.

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l’uso del vetro come catalizzatore,crea una nuova estetica della trasparenza.

Oggi il catalizzatore della nostra società è senza dubbio l’interattività.

L’uso della rete(e non più della catena di montaggio) è sinonimo di processualità interconnesse nelle attività dell’uomo ed è in grado di creare una rete di risposte mutevoli e dinamiche quanto un database informatico condivise da una comunità che è globale.   

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costumi nel teatro sperimentale del Bauhaus.Una lunga sperimentazione volta alla meccanicizzazione della scena per il movimento delle scenografie e per creare allestimenti spettacolari come rotazioni e spostamenti delle quinte o assemblaggi differenziati del palcoscenico,crea modelli d’uso differenziati sia per gli attori che per il pubblico.

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L’interattività tecnologica consente di mutare istantaneamente costumi e personaggi,così come di cambiare scenografie e ambientazioni senza l’ausilio di nessun “ingranaggio meccanico” escludendo poi una serie di strutture di supporto come camerini,retroscena,tempi di cambio delle scenografie ed altro…

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F I N E   P R I M O   C I C L O  D I   L E Z I O N I

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10 giugno 2009

secondo ciclo di lezioni

il computer

Riflessioni sulle lezioni del prof.Antonino Saggio >> vedi lezioni corso CAAD 09

Lo strumento dell’odierna rivoluzione informatica è proprio il personal computer.Uno strumento al pari del cannocchiale di Galileo che è stato in grado di aprire orizzonti concettuali insondati e di rappresentare un estensione del proprio pensiero.Non certo un utensile dunque ma uno strumento formidabile.

La nascita del calcolo binario è legata al nome di Boole,secoli prima della comparsa dell’IBM (International Business Machine Corporation) e dell’uso all’interno delle macchine di questo nuovo linguaggio.

0 1  acceso/ spento ben si presta nel trasmettere informazioni nell’elettronica e nelle prime valvole di cui erano costituiti i primissimi computer (calcolatori nati per l’uso statistico che occupavano interi edifici su più piani e che schede perforate per archiviare dati).il linguaggio + comune fino ad allora conosciuto era il codice morse(con cinque dati basilari) mentre Boole era riuscito a semplificare ulteriormente la comunicazione di pensieri complessi grazie all’uso di due soli dati.

primi calcolatori con valvole e schede perforate

L’uso e lo sviluppo del personal sono legati allo sviluppo bellico e durante la seconda guerra mondiale l’utilizzo del calcolatore per dati logistici e predominante.L’IBM nata nel a917 è il primo fornitore di apparecchiature ed il suo rapporto con alte cariche dello stato e con l’alto prezzo del macchinario rendono impensabile il largo sviluppo di massa di tecnologie basate sul computer(oltre che per l’enorme superficie occupata da apparecchiature che svolgevano compiti relativamente complessi)

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l’utilizzo e lo sviluppo militare della tecnologia

Nel 1948 avviene il passaggio dalle valvole al transistor e si miniaturizzano i componenti del calcolatore riuscendo a contenere lo spazio di utilizzo a poche stanze.Il transistor ha un utilizzo di massa legato alle radioline e ad altri oggetti di massa.

satellit

radio transistor

Nel 60 nasce il chip basato sui circuiti stampati e si ha un ulteriore processo di miniaturizzazione del calcolatore,questa volta decisivo.L’IBM continuerà a produrre macchinari per il governo e le alte organizzazioni statali disinteressandosi del mercato e della diffusione di massa che avverrà attraverso l’hobbistica di settore e all’approccio della personalizzazione dei componenti.

il computer e le sue componenti possono essere comprate singolarmente e poi assemblate personalmente…

Steve Jobs è un giovane californiano che non ha finito gli studi e che si imbatte nell’ingegnere Steve Wozniak.I due assieme creano l’apple(il cui nome tra le tante dicerie comincià per A in modo da poter essere prima dell’Atari nelle liste dei venditori di personal) e ragionano in maniera deduttiva.Jobs prefigura il prodotto finale  in maniera visionaria senza sapere se è in possesso dela necessaria tecnologia per realizzare il prodotto finito.Il solo fatto di prefiguare un oggetto è un salto logico non indifferente che permette in seguito di ricercare e poi trovare ciò che serve,le persone,gli studi di settore,le ricerche già avviate per materializzare le proprie visioni.Questo tipo di approccio è alla base del pensiero creativo ed è alla base del settore sviluppo e ricerca dell’Apple.

Steve Jobs guarda all’interno del chip montato sui primi Apple

l’ultima “visione” di Steve Jobs, “un telefono” con cui poter fare qualsasi cosa…

Negli anni 80 l’apple cresce sul mercato  e viene quotata in borsa, Steve Jobs diviene uno degli uomini + ricchi del pianeta e i suoi personal conoscono un’ enorme diffusione.Enormi aree si catalizzano su questa nuova fonte di economia: nasce Silicon Valley (legata all’utilizzo del Silicio per i circuiti stampati)

Una vista dell’attuale Silicon Valley e dell’enorme crescita del numero di aziende insediatesi nel territorio.

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il Dos…

Bill gates ragiona in maniera profondamente diversa, in modo induttivo e descrittivo.Mette a punto un sistema operativo descrittivo e deterministico nel quale la precisione nella scrittura del testo è fondamentale per trasmettere comandi ed operazioni alla macchina.Schermo nero ed informazioni testuali  un sistema che va molto daccordo con il mondo della programmazione.L’IBM decide di costruire  i suoi personal adottando il DOS di Bill Gates ed il padre che è avvocato spiega al figlio il concetto di roialty (quando Bill voleva semplicemente vendere il software ad un buon prezzo).Così facendo per ogni copia venduta dei suoi programmi ,si deve una percentuale all’inventore del software ,oggi uomo tra i + ricchi del pianeta.

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arriva Lisa…

Steve Jobs visita i laboratori della Xero dove gli si mostrano due cose:

1 un sistema di puntamento visuale (mouse)

2 mettere + finestre con immagini diverse sullo stesso schermo

Da queste ricerche nasce Lisa il primo computer grafico messo sul mercato.

Non un computer che fa grafici ma un computer che si avvale della grafica per gestire informazioni e dati.Lo schermo è luminoso e coesistono più finestre all’interno delle quali visualizzare contenuti diversi.C’è il mouse come dispositivo di puntamento e questo è reso possibile da uno schermo bitmappato.Ad ogni punto dello schermo c’è la corrispondenza di un pixel che rende possibile quindi la costruzione di un immagine sullo schermo, ed è possibile perfino cambiarla!!

DOS è un sistema “industriale” (perchè fa della precisione nella scrittura il suo modello di funzionamento)

MAC è un sistema metaforico (perchè utilizza un sistema visuale con mouse e finestre)

 

Lisa però era un computer abbastanza caro e successivamente Steve Jobs introdusse un sistema + economico e addirittura trasportabile

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Schermo grafico(bitmappato) dove potevano coesistere informazioni grafiche e testuali,2 unici programmi mac point, mac write, 400 kb di memoria rigida, 128 kb di “Ram” 

fonte illustrazioni Antonino Saggio

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bit mapped

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Avere un ambiente grafico costruito a livello di sistema operativo semplifica un insieme di operazioni di routine che con il sistema DOS invece andrebbero riscritte di volta in volta.Queste routine grafiche che il sistema MAC incorpora e memorizza sono dei quick draw  (il motore grafico bidimensionale del sistema operativo Mac OS).Ad esempio per vedere video si utilizza quick time (ma non si intende il programma ,”il software” ma bensì l’algoritmo utilizzato per gestire informazioni video sullo schermo).

Essendo il quick draw ed il quick time meccanismi di sistema utilizzati per ogni attività legata a video e grafica sullo schermo ,nel Mac posso importare un video all’interno del mio word processor(semplice programma di scrittura) e renderlo animato senza alcuna preoccupazione…

All’interno di un sistema windows invece ogni software ha un suo ambiente di lavoro diversificato ed ogni programma ha algoritmi proprietari per i file video audio, e le leadership economiche dei formati non fanno che escogitare e complicare le cose,dunque me lo sogno di poter importare un file video in una qualsiasi porzione del mio word a meno che il software word 2022 non implementi questa funzione…

Il post script è invece un metodo sviluppato da Adobe sul quale si basano i comuni file PDF.Se ho delle informazioni come del semplice testo scritto e voglio assicurarmi di una buona resa in stampa utilizzo il postscript.Il testo non è salvato come bitmap(come porzione dello schermo,come se si trattasse di un  immagine di un testo) ma è post descripting file strutturato in maniera tale che la lettera A sia descritta da un algoritmo vettoriale(matematico) e quindi sempre riconoscibile in maniera universale.

Attraverso il mondo dei bitmap la stampa di un testo o di un immagine è invece legata indissolubilmente al concetto di risoluzione.Gli schermi dei personal lavorano a 72 DPI ma per una stampa bisogna assicurarsi 150 300 DPI ed oltre per una resa accurata.Quindi bisogna costruire una griglia sempre + fitta di 72 pixel per pollice in modo da avere un immagine sempre meno scalettata.Con il post script invece (senza parlare ne di Bitmap ne di risoluzione) posso decidere di stampare alla risoluzione che preferisco.La descrizione di un testo in maniera post script è + conveniente sia in termini di memoria che di modificabilità del file oltre che per i vantaggi in fase di stampa.

sopra: le tecnologie sul quale si basa il sistema operativo MAC,sostanzialmente invariate nell’attuale MAC OS

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tra architettura e BIT

“Tutta una serie di progetti usano le influenze della presenza quotidiana dell'elettronica e dei nuovi media come temi che ispirano, a volte dichiaratamente a volte no, la figuratività del progetto. Interessante notare come in Italia queste influenze siano ibridate con alcuni temi della nostra architettura del Novecento fornendo esiti senz'altro di crescente interesse. ........... " (cit.Antonino Saggio)

Alcuni esempi nei quali il “bitmap è scemo”,ovvero lo si considera come contrapposto alla grafica vettoriale e si enfatizza il suo essere incollato allo schermo senza alcuna possibilità di modifica o di aggiornamento…

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pixelizzazione dell’architettura nel mercato di Santa Caterina a Barcellona di Miralles e nell'asilo di Penezic e Rogina a Zagabria.

Altri esempi in cui il “Pixel è intelligente” è risponde agli stimoli esterni cambiando e modificando il propio aspetto (colore) come si trattasse di un worksheet informatico.

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torre Agbar di Nouvel a Barcellona

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Alliance Arena di Herzog & De Meuron, Monaco

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FINE SECONDO CICLO DI LEZIONI

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